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Pensare digital e viral: le nuove pubbliche relazioni

Il concetto di ‘pubbliche relazioni’ ha subito una vera e propria metamorfosi nell’arco dell’ultimo decennio. Gradualmente, ma inesorabilmente, il modo di fare comunicazione per le aziende ha dovuto riconfigurarsi sulla base delle nuove evoluzioni e rivoluzioni del panorama mediatico globale: è cambiato il pubblico, è cambiata la società, sono cambiati i canali di diffusione, è cambiato il paradigma stesso della comunicazione, che si è discostato in maniera sempre più netta dalla visione arcaica che poneva un confine netto tra mittente e destinatario. Nella nuova prospettiva, nodale, della comunicazione, sta l’essenza stessa delle pubbliche relazioni dei tempi nostri: non esiste un mittente che parla o un destinatario che ascolta, la comunicazione è una rete in cui ognuno di noi è, allo stesso tempo, mittente e destinatario in un processo dinamico e continuo di produzione di significati condivisi.

La digital PR

La digitalizzazione della società ha portato a un nuovo assetto nel modo di fare pubblicità e public relations, i contenuti stessi si sono rimodellati per rispondere al cambiamento, ogni agenzia di pubbliche relazioni Milano, Roma, Napoli ha dovuto fare i conti con una trasformazione che ha esaltato i più lungimiranti e fagocitato chi non ha saputo adattarsi alla nuova prospettiva. Gli utenti più giovani usano il web come bussola per le proprie scelte, cercano recensioni sulla rete, si consultano sui social e giudicano i servizi e i prodotti acquistati. Tutto lascia traccia e può rappresentare un boomerang per quelle aziende incapaci di gestire la comunicazione digitale. Viceversa, internet diventa un volano verso il successo nel momento in cui si riesce a sfruttare a proprio vantaggio le enormi risorse poste in essere dal cyber-spazio.

Contenuti più smart e virali

A cambiare sono stati soprattutto i contenuti, nel linguaggio e nell’essenza più stretta. Dall’atto persuasivo si è passati allo storytelling; dal convincimento alla seduzione; dalla conquista di fiducia all’adesione totale a un sistema di valori. Così, oggi si assiste a una radicalizzazione del concetto di entertainment: ogni atto comunicativo deve raccontare l’azienda, rispettare la sua identità, dimostrare coerenza, intrattenere e interessare. L’asetticità ha ceduto il posto alla personalizzazione, la necessità di informare alla teatralità. Stupire, appassionare, emozionare sono gli obiettivi che si prefissa oggi un’agenzia di comunicazione in grado di fare il proprio lavoro, poiché la sovrabbondanza di contenuti spinge verso il bisogno continuo di innovare e di sorprendere. E la partita si gioca sempre più su quella tensione continua che si articola tra il virtuale e il tangibile, che sono due facce della stessa medaglia, non due poli in antitesi.

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